Snapchat, il nuovo modo di raggiungere i Millenials di politici e istituzioni. Ecco chi lo usa bene, e perché

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Snapchat potrebbe essere tranquillamente definita come “l’app che i quarantenni non provano nemmeno ad installare”. È inoltre notizia di poche ore fa che una nota – diffusa da Bloomberg e confermata da Snapchat – ha rivelato che ad Aprile i suoi iscritti hanno guardato 10 miliardi di video ogni giorno, superando anche Facebook. Gli iscritti attivi si attestano, ad oggi, intorno ai 100 milioni di utenti giornalieri, il 63% dei quali sono di età compresa tra i 18 e i 34 anni.

La notizia del nuovo record di Snapchat renderà perciò la app ancora più interessante agli occhi degli investitori pubblicitari, desiderosi di raggiungere i giovani proprio là dove passano buona parte del loro tempo libero. Ma non ci sono solo le aziende ad osservare con interesse Snapchat.

Un altro aspetto interessante è come i politici, soprattutto quelli americani, ma anche le istituzioni di tutto il mondo, hanno capito che Snapchat può essere anche un efficace strumento di informazione e propaganda.  Un articolo pubblicato dal magazine Politico ha rivelato come i due terzi degli utenti di Snapchat sono propensi ad andare a votare.

 “I giovani non sono solo interessati a Snapchat ma quelli che lo usano sono anche interessati alle elezioni politiche, e molto probabilmente andranno a votare”, ha dichiarato Rob Saliterman, capo delle politiche e delle vendite di Snapchat, ed ex manager Google.

Sempre secondo la survey, un terzo di tutti i millennials che il prossimo anno voterà per le presidenziali USA è su Snapchat. Ma che uso ne fanno i leader politici? Quali tecniche usano per raggiungere il loro target? Qui ci viene in aiuto una ricerca di Twitplomacy, sito dedicato alla diplomazia “digitale”.

Neanche a dirlo, i candidati più attivi sul social network sono proprio Bernie Sanders e Hillary Clinton, e sono anche i più interessati a conquistarsi i voti dei Millennials, che verosimilmente non sono molto attratti da Trump (anche lui su Snapchat ma molto meno attivo dei due sopracitati). Proprio Sanders, a Novembre dello scorso anno twittava “ What is this Snapshot thing and why do I only get ten seconds?”, ma evidentemente ora deve essersi ricreduto, se ora posta ininterrottamente snap e video di ogni sua tappa del tour elettorale.

Stessa cosa Hillary Clinton, il cui staff è sempre attento a catturare ogni sua apparizione. Del resto, Snapchat è lo strumento ideale per documentare le tappe di un tour: si postano foto e video di ogni appuntamento, che si cancelleranno nelle successive 24 ore, praticamente il tempo necessario per sbarcare in una nuova città per un nuovo comizio.

Gli altri leader e le istituzioni.

Nel colorato mondo di Snapchat, vale inoltre la pena di segnalare alcuni leader ed istituzioni che usano il social network nel ‘modo giusto’, efficacemente e con intelligenza.

Mauricio Macri: Il Presidente dell’Argentina – o meglio il suo staff – pubblica tutto ciò che è ufficiale davanti ma anche divertenti ‘dietro le quinte’. Praticamente, un occhio che segue il Presidente anche nei momenti più rilassati.

UNICEF: Snapchat usato al meglio. Uno storytelling efficace che ha avuto il merito di fotografare la difficile realtà di Sana’a, nello Yemen, che difficilmente ha lasciato indifferente chi l’ha vista.

Unicef

Il Parlamento Europeo: Il social media team condivide regolarmente l’agenda settimanale del Parlamento e ogni venerdì fornisce un resoconto con le novità più importanti. Interagisce con i suoi follower e spesso riposta i loro snap. 20151106PHT01506_original

Il Governo inglese: Di recente, Buzzfeed ha rivelato che il Governo inglese ha investito circa 70.000 sterline per una su campagna Snapchat contro la guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, comprendente anche un filtro personalizzato. Iniziativa sicuramente innovativa e più targettizzata ti tante campagne ‘nostrane’ per sensibilizzare giovani e giovanissimi. Il filtro, per chi se lo fosse perso, era questo:

Immagine UK

 

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