Il futuro dei pr? Dipende dalla loro capacità di adattarsi

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Adattarsi o morire. Il ruolo del Pr specialist (o addetto stampa, in italiano) sta cambiando (anzi, è già cambiato) radicalmente. Molto spesso, chi ha iniziato la sua carriera alcuni anni fa, fatica oggi a capire l’impatto dei social media su una efficace strategia di comunicazione, e l’obiettivo primario rimane quello di garantirsi visibilità sui quotidiani, peraltro sempre più pochi e sempre più in crisi.

Piccola parantesi: un illuminante articolo del Financial Times mette in luce come negli ultimi anni siano cresciuti in maniera esponenziale proprio i PR specialists mentre si è assistito ad un graduale e costante calo dei giornalisti “tradizionali”.

Il motivo? retribuzioni più alte per chi lavora nelle agenzie di relazioni pubbliche e l’incertezza del mondo dell’editoria. Non sono pochi i giornalisti che, valutando questi due fattori, decidono di “passare dall’altra parte della scrivania”. Il trend è così consolidato che oggi ci sarebbero 4,6 addetti stampa per ogni reporter, mentre dieci anni fa il rapporto era di 3,2 a uno. Stessa storia per i salari: un pr specialist guadagna in media, in un anno, 54.940 dollari, contro i 35.600 di un reporter. Immagine

Ma come deve essere l’addetto stampa tipo? Quali caratteristiche lo portano ad essere vincente in un contesto così rivoluzionato? Di recente, Firebrand, azienda di recruiting australiana, ha sottolineato come i Pr specialist “moderni” devono avere una conoscenza del mondo delle app, del mobile marketing, delle tecniche di SEO, di display advertising, analytics, ecc…Se prima una conoscenza anche superficiale di questi strumenti poteva andare bene, oggi non è più così.

Firebrand sottolinea come il 50% delle figure richieste oggi in comunicazione, non esisteva 3-5 anni fa.

Naturalmente, questo nuovo modo di comunicare incontra spesso delle resistenze, non solo tra i professionisti della comunicazione ma anche tra i loro clienti. A volte, alcune agenzie affermano di offrire solo Pr tradizionali perché i loro clienti non richiedono attività digital. Non è però una coincidenza il fatto che queste realtà siano le stesse che affermano di non aver bisogno di assumere nuovo personale, finendo poi per non ampliare il loro raggio d’azione. Il passo successivo è che molte agenzie perdono clienti ed opportunità a scapito di aziende che invece integrano attività social e digital nelle loro attività, o che sviluppano le loro divisioni digital o hanno partnership attive con altre agenzie social o creative.

Insomma, per non rimanere indietro, è meglio evolversi, e il più in fretta possibile. Consiglio per chi cerca lavoro: se potete, scegliete realtà che offrano costantemente programmi di aggiornamento.

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